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Di chitarristi amati come Steve Hackett nella storia della musica prog ce ne sono pochi. Il leggendario artista inglese è infatti forse l’uomo che ha cambiato la storia dei Genesis, trasformandoli da un gruppo teatrale e molto promettente a una formazione capace di riscrivere il destino della musica rock. Andiamo a scoprire insieme alcune curiosità sulla carriera e la vita privata di questo straordinario musicista.
Stephen Richard Hackett è nato a Londra il 12 febbraio 1950 sotto il segno dell’Aquario. Fin da bambino ha iniziato ad appassionarsi alla musica e a 12 anni ha cominciato a suonare la chitarra da autodidatta, influenzato dalla musica classica, operistica e anche dal blues di artisti come John Mayall.
Negli anni Sessanta dà vita alla sua carriera nella scena progressive che proprio in quegli anni stava nascendo. Tra le sue prime band ci sono i Canterbury Glass e Sarabande, ma all’inizio dei Settanta suona anche con il fratello John Hackett, flautista, nei Quiet World.
Ma qualcosa non lo soddisfa appieno. Un vulcano di idee con l’atteggiamento del rivoluzionario (un po’ snob), Hackett cerca una band che potesse permettergli di ‘andare oltre le…
Nelle tantissime classifiche dei chitarristi più influenti della musica rock è difficile trovare il nome di Steve Hackett. In alcune, le più illuminate, compare al limite Robert Fripp, che per molti versi è stato una sorta di maestro per Hackett, che da lui ha mutato la voglia di sperimentare, di andare costantemente alla ricerca del suono particolare, inaudito. Di non mettersi costantemente in mostra con pose da guitar hero, ma stare chino sullo strumento a esplorarne tutte le particolarità, fino ai limiti estremi. Ma Fripp è l’uomo dei King Crimson, band da sempre rispettata da critica e pubblico. Quindi, quando nelle classifiche – insieme ai vari Gilmour, Page, Beck, Iommi, May, Blackmore – si vuole mettere un chitarrista “famolo strano”, si ricorre a lui.
Steve Hackett invece viene dai Genesis, che da sempre sono una brutta bestia per la critica e oggi paiono anche un po’ dimenticati dal pubblico mainstream, nonostante non manchino le celebrazioni (vedi l’ultima ristampa di The Lamb Lies Down on Broadway). Mentre molti artisti degli anni ’60-’70 continuano a essere idolatrati, la band di Peter Gabriel (prima) e di Phil Collins (dopo) è stata relegata un poco nelle retrovie, è diventato un gruppo…