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La Newberry Library sta trascrivendo tutti i documenti in corsivo conservati nel suo archivio, ma il progetto prosegue a rilento perché la lettura del corsivo è una competenza rara, ormai.
Dall’avvento della macchina da scrivere e successivamente dei computer, sempre più persone hanno disimparato a leggere e scrivere in corsivo. Quello che un tempo era considerato come il tratto in grado di dare armonia, forma e ordine alla parola scritta è progressivamente sparito in favore dei caratteri delle tastiere. Questa sparizione del corsivo, però, ci sta mettendo di fronte all’impossibilità di leggere e tradurre carte “antiche”. Per cercare di rimediare, la Newberry Library di Chicago ha iniziato a cercare trascrittori dal corsivo per rendere accessibile la sua collezione di documenti più e meno antichi scritti a mano.
In realtà, dal 2013 la Newberry Library ha iniziato a reclutare quelle che definisce «Stele di Rosetta viventi», il primo progetto è stato la trascrizione di una serie di lettere scritte durante la Guerra Civile americana, progetto che è poi proseguito, ampliandosi sempre di più: l’obiettivo adesso è tradurre tutti gli scritti in corsivo conservati nel suo immenso archivio. Se durante la pandemia il progetto ha vissuto un’accelerazione (spinto dal desiderio collettivo…
C'è una campagna per salvare il corsivo. Ma siamo sicuri che sia questo il problema? Si può scrivere a mano in molti modi.
Nella scuola elementare che frequenta mia figlia, i bambini delle classi inferiori hanno due quadernoni d’italiano. Entrambi hanno la copertina blu, però uno è a quadretti e l’altro ha le righe: il primo serve a imparare a scrivere in stampatello, maiuscolo e minuscolo, il secondo a imparare a scrivere in corsivo. Non m’era mai capitato prima, in età adulta, di avere a che fare con del materiale educativo volto, beh, all’imparare a scrivere a mano, così tutto d’un tratto mi sono accorta di tre cose. Primo, esistono lettere, in corsivo maiuscolo, di cui mi ero completamente dimenticata: per esempio la F (ricordate quel tratto panciuto rivolto a destra e tagliato a metà da una linea orizzontale?), oppure la T (l’immagine speculare della F, però senza la linea orizzontale) e, peggio ancora, la H (un tratto tanto complesso che potrebbe suonare come lo slogan di una ragazza pon pon: “datemi una I maiuscola, datemi una L minuscola, datemi un trattino! Ecco la H!”). Secondo, mi sono ricordata che, in teoria, dovrebbero esistere due stili di scrittura a mano…
QUESTIONE DI STILE. e NON SOLO
Bye bye, corsivo. E l’America si divide
Negli Stati Uniti quasi nessuno lo usa più. Per i suoi detrattori è un vecchio arnese da nostalgici di destra. Ma per gli psicologi sviluppa abilità intellettive che lo stampatello non mette in moto
Imparare il corsivo è una perdita di tempo? Oppure aiuta a crescere? Il dibattito si è aperto da tempo negli Stati Uniti, tra ragioni pragmatiche e considerazioni pedagogiche, e la maggior parte degli americani ha disimparato a scrivere in corsivo a favore dello stampatello, più pratico, più omologato e più facile da imparare. Ma c’è qualcuno che ancora lo difende nella scuola e il corsivo divide l’America. Ci sono Stati come la California o il Massachusetts che non vogliono assolutamente abbandonarlo, Stati come la Carolina del Nord che ha varato una legge dal titolo inequivocabile ,«back to basics», proponendo un ritorno alle fondamenta (e dunque anche al corsivo) nei programmi per la scuola primaria e Stati come le Hawaii, l’Indiana, e l’Illinois che hanno già sostituito le lezioni di scrittura a mano in corsivo con pragmatiche lezioni di battitura meccanica dei testi, come del resto stanno per decidere altri 44 Stati.
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